Skip to main content

La Bohème

GIACOMO PUCCINI

30 marzo 2016

1, 3 aprile 2016

Maestro concertatore e direttore di orchestra: Marco Alibrando

Regia: Giorgio Bongiovanni

Costumi: Carla Ricotti

Scene su bozzetti originali di Nicola Benois

Luci: Renzo Di Chio

Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele

Coro “F. Cilea” di Reggio Calabria

Maestro del coro: Bruno Tirotta

Coro di voci bianche “Biancosuono” di Messina

diretto da Agnese Carrubba

Personaggi e interpreti
Mimì: Elisa Balbo
Musetta: 
Paola Cigna
Rodolfo: 
Danilo Formaggia
Schaunard: 
Salvatore Salvaggio
Marcello: Vittorio Prato
Colline: 
Eugenio Di Lieto
Benoit/Alcindoro: 
Angelo Nardinocchi
Parpignol:
Davide Scigliano
Sergente dei Doganieri:
Alessandro Vargetto
Un Doganiere:
Giuseppe Lo Turco
Venditore di prugne: Giulio Arena

Opera in quattro quadri di Giacomo Puccini

su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica,

tratto da Scènes de la vie de bohème di Henri Murger

 

Nuovo Allestimento del Teatro di Messina

«Ogni volta che riascolto La bohème – spiega Giorgio Bongiovanni – provo lo stesso senso di sconcerto: il sipario si apre sulle facezie e gli scherzi dei giovani artisti pronti a tutto pur di sbarcare allegramente il lunario, e si chiude con l’urlo straziato di Rodolfo sul cadavere di Mimì. Sembra impossibile che queste scene appartengano alla stessa opera. Eppure, a seguire la storia atto per atto, le vicende e la musica conducono fatalmente a quella disperata scena finale come ad una conclusione naturale. Cosa è accaduto in mezzo, tra l’allegria spensierata e la morte? La risposta è semplice quanto disarmante: la vita, è trascorsa la vita. E in questa semplicità l’opera appare, appunto, sconcertante».

Recensioni

“Elisa Balbo, la giovane soprano che esprime perfettamente la figura dolce e malata di Mimi una creatura che “ha premura di vivere perché ha paura di morire”.”

Messinaora

“…come ben costruita ed armoniosa è l’attesissima “Si, mi chiamano Mimì” ,nel primo quadro, di Mimì (Elisa Balbo)… commovente e vero il finale di Mimì con “Sono andati? Fingevo di dormire” che conduce al tragico epilogo finale.”

Globus Magazine