La Vedova Allegra
FRANZ LEHAR
19, 21, 29 dicembre 2017
Fondazione Arena di Verona – Teatro Filarmonico
Direttore d’orchestra: Sergio Alapont
Regia e Coreografia: Gino Landi
Regia ripresa da Federico Bertolani
Scene: Ivan Stefanutti
Costumi: William Orlandi
ORCHESTRA, CORO, BALLO E TECNICI DELL’ARENA DI VERONA
Maestro del Coro Vito Lombardi – Coordinatore del Ballo Gaetano Petrosino
Allestimento della Fondazione Arena di Verona
Personaggi e interpreti
Barone Mirko Zeta: Giovanni Romeo
Valencienne: Desirée Rancatore (17, 21, 27, 31/12) Lucrezia Drei (19, 23, 29/12)
Conte Danilo Danilowitsch: Enrico Maria Marabelli
Hanna Glawari: Mihaela Marcu (17, 23, 27, 31/12) Elisa Balbo (19, 21, 29/12)
Camille de Rossillon: Giorgio Misseri (17, 21, 27, 31/12) Francesco Marsiglia (19, 23, 29/12)
Visconte Cascada: Francesco Paolo Vultaggio
Raoul de St. Brioche: Stefano Consolini
Bogdanowitsch: Daniele Piscopo
Sylviane: Serena Muscariello
Kromow: Andrea Cortese
Olga: Lara Rotili
Pritschitsch: Nicola Ebau
Praškowia: Francesca Paola Geretto
Njegus: Marisa Laurito
Operetta in tre atti
Nel terzo atto è stata inserita parte del balletto Gaité Parisienne di Jacques Offenbach e Manuel Rosenthal
Ed. Mario Bois, Parigi. Rappresentante per l’Italia Casa Ricordi, Milano
Recensioni
” Hanna Glavari è legata tradizionalmente all’interpretazione di grandi cantanti, spesso in avanzata carriera, che mettono in scena il loro armamentario divistico. Spesso però ci si dimentica che questa Vedova è una ragazza giovane, che grazie alla sua bellezza è riuscita a sposare Glavari. Quindi le critiche che si potrebbero muovere ad Elisa Balbo e alla sua “presunta giovinezza” rispetto al ruolo, cadono nel vuoto, davanti ad una prova davvero convincente. La voce di soprano lirico puro è timbricamente molto bella, squillante in alto e capace di flessuosi pianissimi, che splendevano morbidamente nel Vilja Lied, davvero ben cantato. Scenicamente è poi tutt’altro che inerte, anzi sa muoversi con grande eleganza nei sontuosi abiti di Orlandi (molto diversi dagli “stracci” a cui sono abituate le cantanti nel 2017): è una giovane donna che sa perfettamente come si muove il mondo, ma allo stesso tempo ha delle sue fragilità (“Il cavalier ch’io voglio è un tal che finger sa così come se io non fossi qui!… “) e la Balbo riesce a trasmettere bene tutto questo.”
Ieri Oggi Domani Opera
“Elisa Balbo era una Hanna Glawari molto educata musicalmente e riesce a interpretare un personaggio credibile e piacevole. La voce è molto bella e il canto lirico è ben sviluppato e d’effetto. … il materiale c’è e la cantata è molto raffinata.”
Bellininews